lunedì 12 gennaio 2009

La vite e sue caratteristiche



La vite è una pianta rampicante. La specie destinata alla produzione del vino è la Vitis Vinifera, nella sottospecie Sativa. Quest’ultima è nota anche come “vite nostrana” o “europea” per distinguerla dalla vite “americana” che dà frutti di scarsa qualità e che per legge non può essere coltivata ai fini della produzione del vino. Oggi, della vite americana, si utilizza la base come innesto per la vite europea (vedi oltre sezione dedicata agli impianti).
La pianta della vite presenta due parti:
- apparato sotterraneo radicale o ipogeo (le radici )
- apparato esterno o epogeo ( formato da fusto, tralci e foglie).
Dopo la fase di quiescenza invernale, la ripresa vegetativa si manifesta all’inizio della primavera con il cosiddetto pianto, cioè la fuoriuscita di linfa dai rami appena potati. In Aprile si ha la chiusura delle gemme, che sono miste, originando sia i grappoli che i germogli.
Questi ultimi, terminata la fase vegetativa, lignificano e diventano tralci con i loro nodi, alternativamente ai quali si dispongono le foglie ed altre gemme.
Le gemme possono essere di diversi tipi:
- pronte ( se si aprono subito,ma danno origine a rami improduttivi)
- ibernanti (si aprono nella successiva primavera, producendo fiori e frutti)
- latenti ( rimangono inattive anche anni e si sviluppano solo in casi di necessità, come
danni alle altre gemme o condizioni climatiche sfavorevoli).
Nel periodo tra fine Aprile ed inizio Giugno, a seconda delle regioni, inizia la fioritura
e la conseguente impollinazione che porta al frutto, ossia l’acino o bacca.
L’impollinazione avviene grazie all’azione di vento ed insetti, che trasportano il polline dalle antere (sacchetti presenti in cima agli stami, che rappresentano l’androceo o apparato maschile del fiore) all’ovario, contenuto nel gineceo o pistillo, che rappresenta l’apparato genitale femminile del fiore. La trasformazione del fiore in frutto è detta allegagione.
Alcune infiorescenze anziché originare grappoli si possono allungare e trasformare in viticci. Questo fenomeno di autoregolamentazione della pianta, che avviene in base alle disponibilità nutritive della stessa, è detto filatura. Oltre a questo fenomeno si possono verificare anche la colatura, cioè la perdita di una certa quantità di fiori e l’acinellatura, ossia la mancata maturazione di alcuni acini che restano piccoli e privi di semi. Anche questi ultimi sono dovuti a carenze nutritive ed avversità climatiche cui la pianta deve far fronte.

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